Villa romana e Museo all’Auditorium

Villa romana

Nel quartiere Flaminio, durante i lavori per la realizzazione dell’Auditorium progettato da Renzo Piano, sono venuti alla luce i resti di una grande villa suburbana. L’area interessata dai ritrovamenti archeologici (2.500 mq. circa) è situata ai piedi dei monti Parioli, tra la via Flaminia e il fiume Tevere.

Nel quartiere Flaminio, durante i lavori per la realizzazione dell’Auditorium progettato da Renzo Piano, sono venuti alla luce i resti di una grande villa suburbana. L’area interessata dai ritrovamenti archeologici (2.500 mq. circa) è situata ai piedi dei monti Parioli, tra la via Flaminia e il fiume Tevere.

Le strutture emerse, a quattro metri di profondità, rispetto al piano di viale Pilzudski, si conservano a livello di fondazione, mentre gli elevati sono stati asportati, in epoca antica, nel corso dell’abbandono della villa. Gli scavi hanno evidenziato una sequenza stratigrafica straordinaria: l’area viene utilizzata incessantemente dalla metà del VI secolo a.C. fino al II sec. d.C., quando viene definitivamente abbandonata, probabilmente a causa delle frequenti inondazioni del vicino Tevere.

Si tratta di un unico vasto complesso con due zone ben distinte, separate da una fascia di terreno: quella occidentale adibita ad uso abitativo e quella orientale di servizio, utilizzata per le attività produttive. Inizialmente fu realizzata una fattoria di modeste dimensioni attrezzata con un recinto per la custodia degli animali. La costruzione venne poi ampliata e trasformata in un edificio di grandi dimensioni che assunse le caratteristiche di una ricca villa rurale. Molteplici gli interventi e le piccole ristrutturazioni documentate fino al II secolo d.C. quando la villa venne abbandonata e l’area progressivamente occupata da umili sepolture.

Questa recente scoperta archeologica ha un notevole valore per la ricostruzione storico-topografica del paesaggio agrario e dell’uso del territorio in epoca antica.

La villa è stata adeguatamente inserita nel complesso moderno dell’Auditorium grazie ad una variante del progetto che ha previsto la valorizzazione degli gli scavi archeologici e la creazione di un museo.

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